Eccoci di nuovo a noi, nuova puntata, bella frizzantina.
Oggi si parla di come lasciare la quota disponibile agli eredi legittimari, coloro che già per legge sono destinatari di una parte di ciò che è tuo.
📌 Per fare un ripasso su cos’è la quota disponibile, puoi leggere gli episodi 5, 15-20 del blog.
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❓ Posso destinare la mia quota disponibile agli eredi legittimari?
✅ Assolutamente sì ed è forse la casistica più comune tra quelle trattate finora.
Ripassiamo prima un attimo chi sono gli eredi legittimari.
Abbiamo detto che sono quei parenti che hanno diritto a ricevere una quota del tuo patrimonio, anche contro la volontà espressa nel testamento. Questo diritto è detto anche “riserva” o “quota legittima”.
I legittimari sono:
- Il coniuge (anche unito civilmente, o separato).
- I figli (compresi quelli adottivi. Se i figli sono venuti a mancare subentrano i loro discendenti, quindi i nipoti).
- Gli ascendenti (genitori o nonni), ma nei casi senza figli.
Chiarezza fu fatta. Bene.
Torniamo alla nostra quota disponibile.
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L’esperienza ci dice che si tende sempre a prediligere la scelta di dare la propria disponibile ai figli.
In caso di un figlio solo tutto ok.
In caso di due o più figli, ci immaginiamo un “Lascio tutti i miei averi divisi tra i miei figli, in parti uguali” Che bello, che sensazione di equità! Sembrerebbe la cosa più semplice da fare…
…ma, come diciamo sempre, ogni famiglia è diversa.
Cosa succede se un figlio ti è stato sempre vicino, mentre l’altro si è volatilizzato? O se uno dei due è già stato ampiamente supportato con regali, prestiti, investimenti e l’altro meno?
Tutto l’impegno di quel figlio che ti è stato accanto, oppure che ha ricevuto meno può essere valorizzato attraverso il testamento, e valorizzato proprio con l’intento di dare valore tangibile al suo impegno, alla sua dedizione, alla sua pazienza rispettosa.
La quota disponibile, lo ricordiamo, è tutta tua: puoi usarla per premiare chi ritieni abbia fatto di più, o per bilanciare situazioni economiche diverse tra i figli.
Quello che secondo me è necessario fare quando si decide di lasciare quote non paritarie – e che per me oltre che necessario è FONDAMENTALE – è dare una spiegazione, affinché la nostra scelta sia chiara e comprensibile.
I benefici?
- Dà un contesto a chi riceve “l’ardua sentenza”. Non serve magari a lenire il disappunto, o la delusione, ma aiuta a evitare di fare mille dolorose congetture per anni.
- Diminuisce la possibilità che gli “offesi” impugnino il testamento.
- Aiuta a mettere in luce delle dinamiche che non tutti conoscono (esempio : prestiti che non erano stati resi noti agli altri fratelli).
Esempio personale
A casa mia, i miei hanno sempre cercato di dare a me e a mio fratello cose di pari valore e aiuti equivalenti. Certo, non sarà pari al centesimo, ma gli sforzi sono sempre stati ripartiti in modo equilibrato.
Di mio poi, non mi metto a contare chi tra me e lui abbia ricevuto di più.
In questo contesto, se i miei decidessero di lasciare una parte di disponibile (o tutta) in più a lui, però, mi stupirei. Molto.
Soprattutto se questa notizia mi arrivasse alla lettura del testamento.
Mi fiderei comunque della loro scelta, senza sentirmi “mutilata”, o offesa, ma non vi nego che dopo una tale doccia fredda mi aiuterebbe molto avere un perché.
Non avere un perché rispetto a certe scelte, genera molti dubbi, soprattutto laddove non si possano nemmeno più chiarire essendo mancata la persona che li ha generati.
❓ Mi è stato nascosto qualcosa?
❓ I miei hanno voluto avvantaggiare mio fratello perchè non sono abbastanza?
❓ O perché lui li ha convinti con l’inganno?
❓ O magari hanno sempre preferito lui
Quanti brutti pensieri potrebbero annidarsi nella nostra mente e non lasciarla mai più, rovinando magari anche i rapporti con i propri fratelli.
Una spiegazione sul testamento aiuterebbe a risolvere i dubbi e a chiarire gli arcani:
✅ Lasciamo la disponibile a lui perché facendo i calcoli Emma ha ricevuto più aiuti per la casa
✅ Lasciamo la disponibile a lui perché avendo due bimbi piccoli vorremmo pensare al loro futuro
✅ Lasciamo la disponibile a lui perché ha maggiori difficoltà economiche e in quanto genitori vorremmo aiutarlo con un contributo maggiore.
Ha tutto un altro sapore, non credi?
Sarei lieta di lasciare la mia disponibile a mio fratello in questo modo. Comprendo sia la cosa giusta e non è un modo per diminuire il mio valore.
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Un caso per il quale la divisione in parti uguali è sconsigliabile è quando i fratelli/sorelle non vanno d’accordo.
Questi si troverebbero a doversi accordare per dividere beni ,o immobili, inasprendo ancor di più una situazione già tesa.
In questo caso, un buon esercizio di famiglia potebbe essere fare una divisione delle proprietà/beni/soldi cercando di non lasciare beni divisi in due o più parti. Non è quasi mai facile farlo, ma spesso si possono trovare buone soluzioni per accontentare tutti. Utilizzare per l’appunto la quota disponibile per gestire le possibili eccedenze potrebbe essere un buon metodo.
Una sorta di jolly.
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Per quanto riguarda accrescere la quota del coniuge, o degli ascendenti (genitori o nonni, in assenza dei figli), anche quella è una scelta che spetta a te e che devi valutare rispetto alla tua situazione. Sicuramente per nostra esperienza è meno frequente e meno impattante nelle liti familiari.
Anche qui, seppur una mancata motivazione potrebbe crea meno lotte fratricide (nel vero senso della parola”), noi consigliamo sempre di cristallizzare la tua scelta attraverso anche una spiegazione del perché rispetto alla tua decisione.
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Allora, come va?
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Ci vediamo mercoledì prossimo con l’ultima attesissima puntata sulla disponibile.
Chi sarà rimasto?